Il presidente del gigante italiano degli pneumatici Pirelli, Marco Tronchetti Provera, difende a spada tratta la sua decisione di vendere lo storico marchio italiano ai cinesi.
Annunciato qualche settimana fa, l’accordo prevede il passaggio graduale del controllo del gruppo milanese in favore del colosso cinese.
Secondo Tronchetti Provera “la vendita a ChemChina aiuta a stabilizzare la struttura degli azionisti guardando al futuro, in questa maniera Pirelli rimane un giocatore sul mercato e non diventerà una preda“.
Fondata nel 1872, con sedi in ogni dove nel mondo inclusa l’America Latina, Pirelli produce pneumatici, tra gli altri, per auto e camion, ed è inoltre fornitore unico delle gomme di Formula 1.
Pirelli sarà ora divisa in due parti, una dedicata alla produzione di pneumatici di fascia alta, quotata alla Borsa di Milano, e un’altra dedicata agli pneumatici industriali (come i super-premiati pneumatici estivi) sotto la guida della controllata cinese Aeolus.
Ma, in realtà, cosa cambia dopo la vendita dell’azienda milanese?

Per l’Italia non c’è da preoccuparsi, almeno dalle parole che il numero uno di Pirelli ha confermato. La sede e il centro di ricerca, secondo Provera, rimarranno in Italia. Qualora Chem China volesse un giorno portare tutto in Cina gli accordi stretti oggi glielo renderebbero molto difficile (per non dire impossibile).
Di fronte alle critiche in arrivo da diversi settori che considerano l’accordo come in grado di indebolire il capitalismo italiano, Tronchetti si dice fiducioso: “con gli azionisti italiani, russi e cinesi la società è tornata sul mercato e la tecnologia italiana rimane sempre protetta”.
Questo accordo dovrebbe proteggere il brand italiano dall’essere acquistato e “cannibalizzato” da altre marche di pneumatici molto più grandi e forti, come la tedesca Continental.

Sembra dunque che il futuro dell’azienda di Milano sia al sicuro e roseo come non mai, merito anche della visione imprenditoriale di Tronchetti Provera, che si rivela ancora una volta un passo avanti a tutti.

Oltre che agli pneumatici, un futuro luminoso viene garantito anche al famoso calendario Pirelli, caratterizzato dalla sensualità delle ragazze nelle immagini e diventato oggi icona di lusso ed oggetto da collezione.
E’ l’unica cosa a cui russi, cinesi e italiani non sono disposti a rinunciare“, ha confessato Tronchetti.