Gli ultimi dati che riguardano l’edilizia, in riferimento al 2017, mettono in evidenza che nel corso del 2018 le costruzioni saranno interessate da una certa ripresa, che dovrebbe avvenire soprattutto per mezzo dell’apporto del mercato pubblico. Un andamento positivo, quindi, si dovrebbe registrare nel corso di quest’anno, che, secondo le previsioni, dovrebbe portare ad una crescita del 2,5%. Il mercato privato, anche se non registrerà un trend positivo, nell’ultimo periodo ha contribuito a dare la spinta alla ripresa dell’edilizia italiana. Tutto questo è stato possibile grazie agli ecobonus e al mercato delle ristrutturazioni edilizie. Il mercato pubblico, che invece è destinato a crescere, per molto tempo è rimasto bloccato per problemi di investimenti ed altri legati alle procedure di gara per affidare gli appalti.

Quanto pesa la crisi sul mercato edilizio

La crisi economica che il nostro Paese sta attraversando ha lasciato dei segni molto evidenti. Infatti tra il 2005 e il 2014 si è assistito ad una riduzione degli investimenti del 33%. Tutto ciò ha comportato il taglio di 600.000 posti di lavoro. La quantità di persone occupate nel settore è diminuita del 30%, lasciando conseguenze non affatto indifferenti. Soprattutto il problema è stato grave per quanto riguarda le opere pubbliche, che hanno sperimentato un calo importante, passando dal 2,6% all’1,5%.

Gli anni più deludenti per quanto riguarda il settore delle costruzioni, secondo quanto evidenzia il rapporto del CRESME, possono essere considerati a buon diritto il 2016 e il 2017. Nonostante ci fossero maggiori segni di ripresa, le costruzioni si sono dovute fermare riferendosi a tassi di crescita di circa soltanto l’1%.

Le previsioni per il futuro

Il 2018 dovrebbe essere l’anno della ripresa del settore edilizio in Italia. Le previsioni di aziende leader del settore, come SteelMaster e Astaldi, affermano che questa volta dovrebbe trattarsi di una ripresa vera. Le stime evidenziano che saranno immessi nel mercato nuovi fondi, per un totale di 149 miliardi di euro. Tutto ciò dovrebbe contribuire anche a far riprendere gli investimenti pubblici, con una ripresa che dovrebbe durare nel corso del tempo. Gli esperti sostengono che gli incrementi degli investimenti pubblici dovrebbe durare almeno fino al 2022. Contemporaneamente si dovrebbe usufruire di vantaggi in più derivanti da agevolazioni fiscali.